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Calcio e religione sono due ambiti poco collegati a prima vista. Tifosi fanatici, sbraitanti e
appassionati da un lato - buoni cristiani dall'altro. Che cosa hanno in comune? E dov'è la
somiglianza? Se ce n'è una?
Ad una visione più accurato si nota la somiglianza nei riti, nei gesti, nelle istituzioni e
nelle emozioni. Entrambi offrono ai loro sostenitori delle interpretazione di vita offrendo un
senso all'esistenza umana. Nei paesi come il Brasile, l'Italia, l'Inghilterra e la Germania un
ordinario fine settimana non è immaginabile senza le partite di calcio. Ogni sabato (e persino
domenica!) gli stadi di tutto ilesplicano la loro funzione di templi della religione calcistica.
Le folle vanno in pellegrinaggio per la messa, celebrata dai giocatori - i nuovi preti della
santità.
Inoltre esistono tante parole nel linguaggio calcistico che indicano una certa trascendenza
religiosa, particolarmente quando si parla di "miracoli", di "Dio calcio" oppure della grazia
che arriva con il gol della vittoria. Perché i giornalisti sportivi usano questi termini
nell'ambito calcistico? Perché usano espressioni religiose così spesso quando scrivono e parlano
di un gioco che visto dall'esterno sembra stupidissimo? Ovviamente c'è un collegamento con la
religione in generale, altrimenti non si capisce perché sono così numerosi i "fans" che vanno
veramente pazzi per un club, una squadra o un giocatore in particolare.
Allora, calcio e religione - che cosa hanno in comune? Vogliamo offrire tesi, informazioni
e materiale su questa domanda. Vogliamo promuovere il discorso e metterlo su una base che sia
seria e interdisciplinare. Purtroppo questo sito è prevalentemente in tedesco, però c'è una tesi
di "Master" in inglese che tenta di confrontare la venerazione di giocatori con l'adorazione
dei santi cattolici. Vi preghiamo di indicare qualsiasi idea e materiale dal mondo calcistico
italiano. Allora, mettetevi in contatto.
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